Edoardo Azzimonti è indubbiamente un pezzo di storia del Basket a Busto Arsizio. Quattro delle cinque promozioni – le più importanti – ottenute sul campo da questa società negli ultimi quindici anni, compreso il periodo in cui Ardor e Bustese non avevano ancora unito le proprie forze, lo hanno visto protagonista assoluto sul parquet. Edo, quindi, è un ragazzo, un atleta, a cui tutti gli appassionati bustocchi vogliono e vorranno sempre bene. Ora però è giunta l’ora di salutarsi. Le strade di quello che è stato il capitano negli ultimi due campionati e del sodalizio biancorossoblù si dividono, al culmine di quattro stagioni vissute sempre al massimo.
Si è arrivati consensualmente a questa dolorosa decisione, in quanto i rispettivi progetti hanno intrapreso due strade differenti e, di conseguenza, entrambe le parti hanno ritenuto come salutarsi fosse la cosa giusta da fare. Niente e nulla potrà cancellare gli straordinari risultati raggiunti da Edoardo con la Hydro nel quadriennio (promozione in C Silver nel 2017 e in C Gold nel 2018, playoff da neopromossa nel primo campionato regionale nel 2019 e secondo posto in classifica nell’ultimo torneo interrotto dal lockdown).

La società esprime la più profonda gratitudine a Edo, giocatore simbolo della rinascita del basket bustocco, sempre presente dal 2016, capitano e leader della squadra, e gli augura la miglior fortuna per il prosieguo della sua carriera. Il ricordo di quanto ha fatto Edo in questi anni, rimarrà un’indelebile impronta nella storia della società.

«Ho conosciuto Edoardo quando era un bambino – commenta il general manager Carlo Speroni – e in lui intravidi le doti per diventare un ottimo giocatore nelle nostre categorie. Siamo all’inizio del nuovo secolo: lo presi sotto la mia ala e lo portai in prima squadra dell’Ocram Ardor allenata da Udo Marusic. Da lì Edo iniziò lo straordinario percorso di crescita che lo ha portato ad essere un giocatore determinante in tutte le squadre in cui ha militato. Ci siamo nuovamente incontrati prima a Casorate, nell’era di coach Anilonti, e successivamente nella mia reincarnazione da dirigente “bustocco” nel 2016 quando abbiamo iniziato e vissuto insieme l’esaltante parabola che ci ha portato sino ai giorni nostri. Mi ricordo ancora quando nel 2007, a 19 anni, lo accompagnai con Tiziano Barbera ad un Camp con Meo Sacchetti a Castelletto Ticino, culminato con la prestigiosa amichevole contro North Carolina University, nel corso della quale Edo fece un’ottima figura. Questo è solo uno dei tanti aneddoti che potrei raccontare, sicuramente uno dei più significativi. Purtroppo tutte le favole finiscono, ma fortunatamente rimangono intatte nella loro bellezza, ed anche quella con Edoardo protagonista non fa eccezione. Ci vedremo sui campi, ragazzo mio, e buona fortuna».

Ufficio stampa Basket Busto Arsizio