AB Busto Arsizio-Mazzoleni Pizzighettone 81-87 (26-26; 40-47; 60-62)
BUSTO: Banfi 6, Gentili 13, Kulevicius 3, Benzoni 17, Albique 3, Beretta 5, Alesina ne, Ben Salem 3, Romanò 13, Tredici 18, Alberti ne, Tosto ne. All. Mazzetti.
PIZZIGHETTONE: Manini 10, Foresti 7, Belloni 6, Ndiaye 6, Bassani 14, Pairone 9, Tolasi, Gorreri 21, Jelic 6, Biondi ne, Pedrini 8, Mainardi ne. All. Giubertoni.
BUSTO ARSIZIO – Cade il PalaDrago. Nel torrido impianto di via per Samarate, sia per la temperatura estiva, sia per la grande affluenza di pubblico sugli spalti, sia per l’importantissima posta in palio, l’AB non riesce ad avere la meglio di Pizzighettone nella prima gara della finale per salire in Serie B. Vittoria meritata per i cremonesi, protagonisti di una prestazione più solida, energica, cinica, consistente dei biancorossoblù che, pur rimanendo in corsa fino a una manciata di secondi dal termine, inseguono per buona parte del match senza mai riuscire a piazzare una zampata che possa far vacillare il team di Giubertoni.
Non tiene soprattutto la difesa bustocca, che ha qualche amnesia di troppo fin dalle primissime battute, quando concede troppi secondi possessi alla Mazzoleni (7 rimbalzi offensivi in più, 9 complessivi), si lascia infilzare più di una volta dai movimenti pizzighettonesi e produce poco di utile per le ripartenze offensive.
Una sconfitta che fa male, visto che quest’anno sulle assi del PalaDrago aveva vinto solo la prima della classe Gallarate, tra l’altro contro una AB decisamente incompleta e diversa da quella che poi, nel 2022, mai aveva lasciato strada sul proprio campo. Una sconfitta che arriva nel momento clou dell’anno: ora per cancellarla è necessario, vitale, render “pan per focaccia” mercoledì a Soresina. Busto sarà spalle al muro e per riportare la serie (al meglio delle tre gare) al Drago dovrà arrivare un’impresa.
Troppi i 26 punti concessi a Pedrini e compagni nel primo quarto, seppur arginati dal buon fatturato offensivo, con Gentili prima e il duo Romanò-Tredici a portare poi punti dalla panchina (26-26 al 10′). Senza il solito contributo di un debilitato Kulevicius, i biancorossoblù fanno di necessità virtù ma è sul finire del primo tempo che Pizzighettone mette con costanza la testa avanti. L’umore del primo tempo cambia negli ultimi 10”: -4 Busto, ultimo possesso, penetrazione Gentili che prova ad arrivare al ferro senza successo, rimbalzo Pizzi, palla in un attimo al rientrante Gorreri che, in corsa e da diversi metri di distanza dall’arco dei 6,75, fa partire un missile vincente che permette agli ospiti di chiudere addirittura a +7.
In avvio di ripresa Benzoni si carica sulle spalle i suoi, riportando addirittura avanti i padroni di casa (50-49 al 25′), Jelic infila due triple che varranno il definitivo sorpasso, seppur subito mitigate dal dardo allo scadere del 30′ di Tredici (60-62 alla terza sirena). Nelle prime due azioni del quarto periodo, la zona bustocca – arma proposta non raramente dalla panchina biancorossoblù – si distrare in ambo i casi, concedendo alla squadra di Giubertoni altrettanti facili canestri. Da lì in poi, seppur con scarti oscillanti tra i 6 e i 2 punti di margine, la Mazzoleni rimarrà costantemente al comando, mantenendo l’inerzia nelle proprie mani con il cinismo di chi sa vincere partite di questa importanza. A Busto manca l’energia, mentale ancor più che fisica, per poter fare quel passo in più, anche quando torna a un solo possesso di distanza, palla in mano. Nella volata finale, una tripla di Foresti e un “furto” a rimbalzo d’attacco di un lestissimo Manini permettono ai cremonesi di aggiudicarsi, con merito, gara-1.
Mercoledì gara 2 a Soresina, nel palasport di via dello Stadio. Palla a due alle ore 21. In caso di successo bustocco, la serie tornerà domenica al PalaDrago per la “bella”, altrimenti Pizzighettone potrà festeggiare la Serie B.

Qui trovate le interviste a fine partita a Matteo Beretta e coach Alberto Mazzetti
https://youtu.be/lOnSE5P9s8U

Qui le immagini integrali della partita, sul nostro canale YouTube, con il commento di Giovanni Ferrario, Daniele Palmeri Ferla, Enrico Salomi e Giovanni Castiglioni:
https://youtu.be/cNwUGHV4w2Q